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Michele Frisoli: i risultati migliori si ottengono innovando e confrontandosi con gli altri

Michele Frisoli

“La differenza tra successo e fallimento non si trova nel sogno, ma nel sognatore”, è il motto di Michele Frisoli che continua “a prescindere da quello che vogliamo fare, sono la nostra dedizione e convinzione a fare la differenza”.
Amministratore del Gruppo di famiglia, Frisoli è stato consulente direzionale con specializzazione in Corporate Strategy ed Operations con focus sul settore dell’industria avanzata.

Dopo la laurea presso l’Università Bocconi, ha trascorso 8 anni in McKinsey, conseguendo un MBA presso la IESE Business School di Barcellona e la Columbia University di New York.
Ha vissuto per lavoro e studio a Barcellona, Philadelphia, New York, San Diego, Vancouver, Budapest, Amsterdam, Liechtenstein, oltre ad aver visitato più di 40 paesi nel mondo. Ha servito diversi gruppi di fama internazionale tra i quali ERG, Orascom, Intesa Sanpaolo, Leonardo (ex Finmeccanica), FCA, Boeing, ENI, Unione Petrolifera Europea, LGT.
A fine 2014 raccoglie una nuova sfida: rilanciare l’azienda di famiglia con l’ambizione di “creare un polo tecnologico per la Puglia in Capitanata, che possa contribuire a sviluppare ed attrarre talenti in un territorio che ne vede il continuo esodo”.

È oggi Amministratore di Manta Group, gruppo di famiglia operante in ambito aeronautico ed automotive; Presidente di Apulian Aerospace Consortium, consorzio di imprese aeronautiche pugliesi; Presidente e Co-Founder di Frisoli srl, start up innovativa nel settore dell’interior design; azionista di FiveSenses, azienda messicana specializzata in sviluppo immobiliare ed arredamento; Mentor di Mentors4u, associazione non profit che supporta i neolaureati di maggior talento a intraprendere i percorsi di carriera più adatti al loro potenziale; oltre ad essere attivo nel settore della beneficenza. È sposato e ha 3 figli.

D. Chi è un innovatore per te? Perché?
R. Innovatore per me è colui che mette costantemente in discussione lo status quo. Non è necessario creare un nuovo prodotto o servizio per innovare. Possiamo innovare tutti i giorni mettendo in discussione le nostre abitudini, le nostre azioni, i nostri processi mentali. Le innovazioni di maggior impatto sono quelle che, cambiando il modo di fare, pensare, lavorare, cambiano lo scenario sociale, economico e quello politico. Tutti possiamo innovare, ognuno in base al proprio ruolo, alla propria posizione e alle proprie competenze.

D. Qual è l’innovazione che cambierà il mondo nei prossimi anni?
R. Il mondo è in continua evoluzione, è difficile indicare una singola innovazione che lo cambierà. Oggi sempre più persone innovano. C’è chi fa innovazione di processo, efficientando macchine e cicli di lavoro, c’è chi fa innovazione di comunicazione, inventandosi nuovi algoritmi per arrivare meglio e prima al consumatore o ad un dato, c’è chi fa innovazione di attitudine, guardiamo ad esempio ai nuovi approcci nati per cambiare il proprio modo di pensare come PNL (Programmazione Neuro Linguistica), GTD (Getting Things Done), etc,. C’è poi chi inventa nuovi prodotti come la realtà aumentata, e chi affina prodotti imperfetti, come i robot e l’intelligenza artificiale. Tutte queste innovazioni stanno cambiando e cambieranno il mondo.

D. Qual è il ruolo di un leader in un’organizzazione?
R. Essere leader significa assicurarsi che tutte le persone dell’organizzazione siano coinvolte al 100% nel raggiungimento dei risultati. Tutti devono conoscere l’importanza del proprio contributo e fare di tutto per contribuire al meglio, sapendo che quell’organizzazione è casa loro e quindi avendo un senso di appartenenza fortissimo. Sei un vero leader quando il tuo gruppo rifiuta di stabilire dove comincia uno e dove finisce l’altro, quando sei supportato dalle persone che lavorano con te nei momenti di difficoltà. Se il leader riuscirà a fare questo, significa che sarà vicino al team, e che sarà supportato anche nei momenti di difficoltà, perché il team farà squadra attorno a lui.

D. Una persona che ha lasciato il segno nella tua vita?
R. Molte persone hanno lasciato una traccia sul mio cammino. I miei genitori, mia sorella, mia moglie e i miei 3 figli innanzitutto, ognuno in modo diverso ma tutti in modo fondamentale. Lavorativamente 3 su tutti: mio nonno, perché mi ha insegnato l’importanza della dedizione sin da bambino. Era un agricoltore bravissimo nel suo mestiere: il suo mantra era che il lavoro va onorato sempre.
Mio padre, perché mi ha insegnato l’importanza di non fermarsi mai, di cercare sempre nuove opportunità e di mettersi sempre in discussione senza avere mai il timore di confrontarsi con nessuno. L’ing. Caporaletti, ex AD di AgustaWestland ed ex Presidente di AleniaAermacchi, che ho conosciuto sia come consulente che come fornitore, mi ha insegnato che il vero successo lo si raggiunge con il lavoro di squadra. Che un vero leader coinvolge le persone con cui lavora, i suoi clienti, i suoi fornitori e tutti gli stakeholder interessati alle azioni della sua azienda. L’ing. Caporaletti mi ha insegnato che per costruire progetti di successo bisogna comunicare in maniera franca i propri obiettivi e far sì che tutti gli stakeholder diano il massimo per il loro raggiungimento.

D. La tua più grande paura/la tua più grande speranza?
R. Mi spaventa la gente senza buonsenso. La mia speranza è lasciare ai miei figli un mondo migliore ed un’educazione che gli consenta di continuare a migliorarlo.

D. La cosa che più ti fa emozionare e quella che ti fa più arrabbiare
R. Mi fa emozionare “La cura” di Battiato. Mi fa arrabbiare quando la gente dice “ho sempre fatto così”.

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