Vito Grassi: il vero innovatore? Considera il cambiamento un’opportunità, non una minaccia
16 settembre 2018

Luigi Nicolais: l’innovatore? E’ chi non si accontenta!

Pensare in grande, partire in piccolo, crescere rapidamente.
E’ questa la frase mantra cara a Luigi Nicolais.  Ingegnere chimico, si è laureato all’Università Federico II di Napoli. Professore ordinario di tecnologia dei polimeri e di scienza e tecnologia dei materiali nella stessa Università, è stato Direttore del Dipartimento di Ingegneria dei materiali e della produzione, Presidente del corso di laurea in Ingegneria dei materiali e del dottorato di ricerca in Biomateriali, componente del Senato Accademico e Presidente del Polo delle Scienze e delle Tecnologie.

È stato fondatore e Direttore dell’Istituto per i materiali compositi e biomedici del CNR. Ha fondato e presieduto il Distretto tecnologico sull’Ingegneria dei Materiali polimerici e compositi e Strutture – IMAST Scarl. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali tra i quali quello della Society for the Advancement of Materials and Process Engineering (SAMPE) per il servizio reso alla conoscenza ed allo sviluppo dei materiali compositi ed il loro uso.
È tra gli scienziati italiani maggiormente citati al mondo.
È stato componente del Comitato scientifico di numerose istituzioni tra le quali Federchimica, Confindustria, Alenia, Swedish institute of composites ed ENEA.
Dal 2000 al 2005 è stato Assessore dell’Università, della Ricerca Scientifica e dell’Innovazione Tecnologica e Nuova Economia, presso la Regione Campania.
È stato Presidente di Città della Scienza a Napoli e dell’Agenzia Regionale per le Tecnologie e l’Innovazione presso la Regione Puglia.
Nel 2016 è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce all’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. È componente del Gruppo 2003 di cui fanno parte gli scienziati italiani più citati al mondo.
Da maggio 2006 a maggio 2008 è stato Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione del secondo governo Prodi (XV legislatura).
Tra aprile 2008 e febbraio 2012 è stato Deputato e Vice-Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati. È stato Presidente del CNR dal 2012 a febbraio 2016. È Presidente della Fondazione COTEC – Fondazione per l’Innovazione Tecnologica dal 2012.
È fondatore e socio di I4U e I4U Consulting Service con sede a Montreal dal 2014 e fondatore e Presidente della Società MATERIAS srl da luglio 2016.
È componente del Consiglio di amministrazione dell’Università di Milano Bicocca dal 2016 e dell’Università Parthenope di Napoli dal 2017.
È Presidente di GETRA Engineering & Consulting Srl da giugno 2016 e del Consiglio di Amministrazione di TECNOSISTEM S.p.A. da luglio 2016. Dallo stesso anno è componente del Consiglio di Amministrazione di Adler Group e dal 2017 del comitato Scientifico di Innovaway e da ieri presidente del Campania Digital Innovation Hub.

D. Chi è un innovatore per te? Perché?
R. È innovatore chiunque non si accontenta e non teme il cambiamento. Per innovare, prima ancora di competenze tecniche o professionali, occorrono curiosità, coraggio, ottimismo, entusiasmo, voglia di fare e rischiare. Le competenze, che si acquisiscono, non rappresentano mai un limite, ma uno stimolo.

D. Qual è l’innovazione che cambierà il mondo nei prossimi anni?
R. Lascio decidere ai futurologi. Viviamo in un sistema complesso e interconnesso, la stessa innovazione è esposta al cosiddetto “effetto farfalla” per cui innovazioni teoricamente molto promettenti possono avere ricadute non significative come altre marginali. Un elemento interessante è però legato alla durata delle innovazioni, che si è drasticamente ridotto.

D. Qual è il ruolo di un leader in un’organizzazione?
R. il leader è una figura carismatica e autorevole che emerge e si afferma in ogni organizzazione. La leadership si acquisisce sul campo dando prova di responsabilità, empatia, capacità di ascolto, visione, competenza, umiltà. Leader si diventa, non è un titolo acquisibile o ereditabile. Alcuni, che in modo errato lo si autoproclamano, sono al più buoni dirigenti, abili amministratori.

D. Una persona che ha lasciato il segno nella tua vita?
R. Difficile dirlo. Innanzitutto perché son più di una, poi perché credo che ogni incontro sia motivo di arricchimento. Va da sé poi che ricordo con molto affetto quanti reputo i miei maestri, ovvero coloro cui riconosco una forte capacità di interpretare, vivere e trasferire i valori in cui mi riconosco e ritengo fondamentali.

D. La tua più grande paura/la tua più grande speranza?
R. Essendo per natura un ottimista non ho grandi paure. Anzi reputo la paura un deficit di conoscenza, per cui laddove dovessi averne una sono pronto a mettermi a indagare sulle ragioni che la provocano per rimuoverle. La mia speranza sono i giovani, la loro voglia di fare e impegnarsi per il futuro del pianeta

D. Il tuo progetto di lavoro attuale e quello futuro.
R. Facilitare l’incontro fra mondo della ricerca e quello della produzione. Al di là delle qualità psicologiche e culturali dell’innovatore, l’innovazione poggia anche su robuste conoscenze scientifiche e tecnologiche. Spesso risultati scientifici dal grosso potenziale innovativo restano confinati nei laboratori, mentre brillanti e originali idee non trovano supporto tecnologico adeguato.

D. La cosa che più ti fa emozionare e quella che ti fa più arrabbiare
R. Mi emoziona l’umiltà di voler imparare nuove cose, la curiosità scientifica, mi fanno arrabbiare molte cose, tra queste la tronfia supponenza e l’arroganza da chiunque provenga.

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