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Paolo Messa: leader si diventa cominciando dalle piccole cose

PAOLO MESSA GIORNALISTA

È facile vedere l’inizio delle cose, il difficile è vedere la loro fine. Joan Didion . Questa una delle citazioni preferite di Paolo Messa.
Laureato in Scienze Politiche, Messa dirige il Centro Studi Americani. È fondatore e curatore del progetto editoriale Formiche, che include l’omonima rivista mensile, il quotidiano online formiche.net ed il periodico Airpress dedicato alle politiche per l’aerospazio e la difesa. Ha inoltre fondato l’agenzia stampa Cyber Affairs, la prima in Italia ad occuparsi di sicurezza cibernetica. Paolo Messa è membro del Comitato Strategico del Ministero degli Affari Esteri italiano, fa parte del Comitato d’indirizzo del corso di laurea in Global Governance presso l’Università di Roma Tor Vergata ed ha un contratto di docenza presso la Luiss Business School. È componente del CDA del CONAI e di NIAF Italia. Fino a maggio 2017, ha fatto parte del CDA di Rai. Precedentemente, è stato Consigliere per la Comunicazione del vice presidente del Consiglio e del ministro dell’Ambiente. Dal 2001 al 2006 è stato capo della comunicazione dell’Udc.

D. Chi è un innovatore per te? Perché?
R. È innovatore colui che rischia, che rinuncia ad una facile consuetudine o ad una rendita di posizione, e lo fa perché ha l’ambizione di rendere il mondo migliore. Si può essere innovatori nelle grandi cose ma anche nelle piccole, non meno importanti.

D. Qual è l’innovazione che cambierà il mondo nei prossimi anni?
R. L’intelligenza aumentata può determinare una innovazione esponenziale dalle dimensioni imprevedibili, ridisegnare la nostra percezione del mondo. La sua influenza ha ricadute anche sul piano etico e politico, Saremo così intelligenti da saper governare questi progressi?

D. Qual è il ruolo di un leader in un’organizzazione?
R. Semplice: guidare l’organizzazione verso obiettivi condivisi e comunque chiari. La leadership è una conquista molto più che una dote.

D. Una persona che ha lasciato il segno nella tua vita?
R. Mio padre e mia madre. La mia famiglia, incluse mia moglie e le mie figlie, sono il segno della mia vita. Non ho dubbi.

D. La tua più grande paura/la tua più grande speranza?
R. La mia paura più grande è la diffusione del veleno dell’ipocrisia e della menzogna. La speranza più grande, che in me batte la paura, è nella generatività.

D. Il tuo progetto di lavoro attuale e quello futuro.
R. Il mio progetto di lavoro attuale e quello futuro coincidono: essere impegnato in ciò che penso di saper fare, facendolo con onestà, serietà e passione.

D. La cosa che più ti fa emozionare e quella che ti fa più arrabbiare
R. L’amore, la sincerità. A farmi arrabbiare maggiormente è invece la disonestà, a partire da quella intellettuale.

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